Nella cucina giapponese le alghe sono una base culturale prima che gastronomica: un legame diretto con il mare, la stagionalità e il senso della misura. In questa continuità tra tradizione e presente si inserisce Aji, dove le alghe diventano materia centrale di una cucina essenziale, pensata per portare a casa un’idea autentica e consapevole di Giappone.
Nella cucina giapponese le alghe sono una base culturale prima che gastronomica: un legame diretto con il mare, la stagionalità e il senso della misura. In questa continuità tra tradizione e presente si inserisce Aji, dove le alghe diventano materia centrale di una cucina essenziale, pensata per portare a casa un’idea autentica e consapevole di Giappone.

Nella cucina giapponese le alghe sono una base culturale prima che gastronomica: un legame diretto con il mare, la stagionalità e il senso della misura. In questa continuità tra tradizione e presente si inserisce Aji, dove le alghe diventano materia centrale di una cucina essenziale, pensata per portare a casa un’idea autentica e consapevole di Giappone.
Nel punto in cui le correnti fredde incontrano quelle calde del Pacifico, il mare giapponese genera una materia silenziosa e potente: le alghe. Non sono un ingrediente di contorno, ma una presenza strutturale della cucina nipponica, capace di attraversare secoli e linguaggi senza perdere identità.
Le alghe erano già presenti nelle offerte agli dèi durante il periodo Nara, simbolo di prosperità e gratitudine verso il mare. Oggi, in un mondo che ricerca autenticità e benessere, tornano protagoniste come superfood naturali: leggere, nutrienti, e sostenibili. Ricche di iodio, ferro, calcio, fibre e antiossidanti, sono un concentrato di vitalità con pochissime calorie, la risposta naturale a una necessità di benessere profondo.
In Giappone la raccolta delle alghe segue ancora il ritmo delle stagioni. Avviene nei mesi più freddi, quando l’acqua è limpida e concentrata di nutrienti. È un lavoro lento, spesso manuale, che richiede conoscenza dei fondali e rispetto dei tempi naturali.
Dopo la raccolta, le alghe vengono essiccate naturalmente al sole o lavorate con tecniche tramandate da generazioni, che ne preservano intatti sapore, colore e proprietà nutritive.
Ogni passaggio è eseguito con cura, come un gesto di gratitudine verso l’oceano. La stessa attenzione che guida Aji nella selezione degli ingredienti destinati alla cucina.
Ogni alga porta con sé una funzione, prima ancora che un sapore.
La Nori, sottile e fragrante, avvolge il riso nei maki e definisce l’immagine stessa del sushi nel mondo.
La Wakame dona dolcezza e profondità, soprattutto nelle zuppe e nelle preparazioni più leggere.
La Kombu lavora in silenzio: è la base invisibile dell’umami, l’origine del dashi, il brodo base della cucina giapponese, capace di dare armonia a ogni preparazione.
Nel punto in cui le correnti fredde incontrano quelle calde del Pacifico, il mare giapponese genera una materia silenziosa e potente: le alghe. Non sono un ingrediente di contorno, ma una presenza strutturale della cucina nipponica, capace di attraversare secoli e linguaggi senza perdere identità.
Le alghe erano già presenti nelle offerte agli dèi durante il periodo Nara, simbolo di prosperità e gratitudine verso il mare. Oggi, in un mondo che ricerca autenticità e benessere, tornano protagoniste come superfood naturali: leggere, nutrienti, e sostenibili. Ricche di iodio, ferro, calcio, fibre e antiossidanti, sono un concentrato di vitalità con pochissime calorie, la risposta naturale a una necessità di benessere profondo.
In Giappone la raccolta delle alghe segue ancora il ritmo delle stagioni. Avviene nei mesi più freddi, quando l’acqua è limpida e concentrata di nutrienti. È un lavoro lento, spesso manuale, che richiede conoscenza dei fondali e rispetto dei tempi naturali.
Dopo la raccolta, le alghe vengono essiccate naturalmente al sole o lavorate con tecniche tramandate da generazioni, che ne preservano intatti sapore, colore e proprietà nutritive.
Ogni passaggio è eseguito con cura, come un gesto di gratitudine verso l’oceano. La stessa attenzione che guida Aji nella selezione degli ingredienti destinati alla cucina.
Ogni alga porta con sé una funzione, prima ancora che un sapore.
La Nori, sottile e fragrante, avvolge il riso nei maki e definisce l’immagine stessa del sushi nel mondo.
La Wakame dona dolcezza e profondità, soprattutto nelle zuppe e nelle preparazioni più leggere.
La Kombu lavora in silenzio: è la base invisibile dell’umami, l’origine del dashi, il brodo base della cucina giapponese, capace di dare armonia a ogni preparazione.
Nella cucina di Aji le alghe non svolgono un ruolo decorativo. Sono una materia prima scelta per la loro capacità di dare struttura, ritmo e carattere ai piatti. Diventano un punto di contatto tra tradizione giapponese e sensibilità contemporanea, tra gesto antico e consumo moderno.
Il nostro lavoro non è quello di trasformarle, ma di esaltarle, rispettandone consistenza, sapidità naturale e capacità di dialogare con gli altri ingredienti. È da qui che nasce un’esperienza gastronomica essenziale, ma mai banale.
Le alghe giapponesi non sono un dettaglio esotico, ma una grammatica della cucina nipponica. Nei piatti di Aji diventano un filo continuo tra cultura, natura e gesto contemporaneo. Un invito a rallentare l’assaggio e a riconoscere, anche nel delivery, una cucina che conserva la memoria ed esalta il benessere.